Bilinguismo nei bambini: vantaggi e svantaggi (ma davvero?)

Quando ho deciso di crescere i miei figli bilingue l’ho fatto sulla base di una passione profonda per le lingue e in seguito a uno studio approfondito sulla materia.

Ho messo sul piatto della bilancia vantaggi e svantaggi potenziali legati alla crescita di un bambino bilingue e mi sono accorta che il piatto era totalmente a favore dei vantaggi.

Eppure… quando ho intrapreso la strada del bilinguismo con il mio primogenito Paolo ho toccato con mano i numerosi pregiudizi che circondano ancora, purtroppo, questo tipo di approccio.

In particolare, un’obiezione che mi hanno mosso nella sfera familiare è stata questa (vediamo se anche tu l’hai già sentita)…

“Noi non siamo cresciuti bilingue e siamo andati bene lo stesso”

Quante volte ho sentito mia suocera ripetermi questa frase…

Ma come lei l’ho sentita riferire da tantissimi genitori con i quali parlo quotidianamente sul mio gruppo Facebook Mamma Bilingue – La guida di inglese per genitori.

Anche se non la pronunciamo esplicitamente, l’idea del “si è sempre fatto così e quindi ci sarà un motivo” è fortemente radicata nel nostro cervello.

Anche se non hai idea di qual è il motivo.

Sembra assurdo, ma lo è meno di quanto immagini.

Cambiare è faticoso per il cervello umano.

È faticoso perché scegliere un nuovo approccio significa osare.

E osare comporta coraggio e impegno.

Qualità difficili da allenare. 

Continuare a fare ciò che si è sempre fatto è più facile, meno faticoso e meno pauroso.

Capisci bene però che se anche non si faceva “un tempo”, oggi si può fare altrimenti. 

D’altronde, mi chiedo, se hai l’opportunità di migliorare e, allo stesso tempo, puoi garantire un superpotere a tuo figlio, perché non cogliere l’occasione?

Tanto più che gli studi sul bilinguismo sono fortemente evoluti negli ultimi anni e le conclusioni sono cambiate radicalmente. 

Come ti ho dimostrato nel post “Quando iniziare a insegnare l’inglese ai bambini?” le false credenze sul bilinguismo infantile (derivate da ricerche vecchie di un secolo) sono state ampiamente confutate. 

Ora sappiamo che l’esposizione all’inglese fin dall’infanzia porta a innumerevoli vantaggi, che vanno oltre la facilità di apprendimento della lingua negli anni a venire. 

Vediamo insieme di quali vantaggi potrà godere un bambino cresciuto nel bilinguismo.

Vantaggi del bilinguismo per i bambini

Chiariamo una cosa.


Il bilinguismo non incide sull’intelligenza.


Non è che il bilingue è più intelligente del bambino monolingue.


Però, come afferma Fabbro nel suo libro Il cervello bilingue, i parlanti bilingue sono leggermente avvantaggiati per quanto riguarda la creatività di pensiero, la grande sensibilità di comunicazione e la comprensione.


Questo si verifica semplicemente perché sono più allenati ad adattarsi a situazioni sociolinguistiche diverse.


Perciò, grazie alla creatività, il bambino bilingue che diventerà un adulto potrà interpretare ciò che la circonda da un numero di sfaccettature più ampio (Kovacs, 2009).

Insomma, i vantaggi del bilinguismo non sono soltanto a livello cognitivo, ma anche a livello comunicativo, culturale e affettivo.


Ti riassumo di seguito quelli che ritengo i 5 vantaggi primari del bilinguismo per i bambini.

  1. Maggiore Concentrazione

    Il bambino bilingue sa pensare fuori dagli schemi e risolvere più facilmente problemi logici, così come sa gestire più cose nello stesso momento.

    Antonella Sorace, docente di linguistica e di linguistica “acquisizionale” all’Università di Edimburgo afferma in merito: “Il fatto di essere bilingui impone di esercitare continuamente un’attenzione selettiva.

    Bisogna inibire le competenze relative a una lingua per esercitare le altre, e questo porta a sviluppare la capacità di concentrazione che consiste nell’ignorare fatti in quel momento irrilevanti”.

  2. Maggiore Consapevolezza dell’altro

    Crescendo esposto a due lingue il tuo bambino impara da subito a relazionarsi con persone che parlano lingue diverse e a scegliere quale lingua usare a seconda dell’interlocutore con cui sta interagendo.

  3. Maggiore capacità di Apprendimento

    Secondo diversi studi il bambino bilingue ha maggior rapidità di apprendimento rispetto ai bambini monolingue ed è in grado di apprendere parole in entrambe le lingue in maniera più efficace.

    Inoltre il bambino bilingue può imparare a leggere prima del monolingue le sue abilità di lettura sono trasferibili da una lingua all’altra (Bialystock, 2002).

  4. Maggiore Tolleranza

    Il bambino bilingue scopre da subito una nuova cultura.

    Coltiva in questo modo un’innata curiosità, priva di giudizio, che lo rende più incline ad accettare le differenze.

    Questo significa che ha le potenzialità per crescere più aperto al gioco, meno timido e capace di adattarsi a situazioni a lui estranee.

    In merito a questo vantaggio culturale ha segnato un punto di svolta l’analogia dell’iceberg di Cummins, ovvero la teoria secondo la quale esistono abilità e competenze che accomunano i due iceberg della lingua 1 e della lingua 2, rendendo possibili i collegamenti e facendo guadagnare in termini di velocità e di prestazione.

  5. Maggiore capacità comunicativa e consapevolezza linguistica.

    La psicolinguistica moderna afferma che il bilinguismo contribuisce in maniera decisiva a favorire un rapporto più evoluto con la realtà semantica del linguaggio.

    Inoltre, le persone bilingue mostrano una maggiore sensibilità linguistica, si dimostrano particolarmente portati per la comunicazione in generale, essendo abituati a dover scegliere in continuazione quale lingua usare nelle diverse situazioni.

I vantaggi del bilinguismo vissuti sui miei figli

Io per prima, motivata dalla consapevolezza di questi vantaggi “scientifici”, ho sperimentato una serie di azioni e giochi a partire da quando avevo Paolo nel pancione e, a soli 5 anni, parlava già in inglese come in italiano.

Insomma, era bilingue.

Il bello del condividere con lui la lingua inglese è che mi ha permesso di:

  1. creare un rapporto speciale con lui
  2. limitare il tempo che passa davanti agli schermi (tv, tablet e smartphone prima dei 2 anni hanno effetti disastrosi sulla mente del bambino)
  3. distrarmi da tutte le paure del diventare mamma per la prima volta.

Incredibile vero? Eppure, è quello che è successo.

L’entusiasmo che mi ha trasmesso crescere i miei figli bilingue mi ha portato a voler condividere questa esperienza. Per questo motivo ho aperto questo blog e il gruppo Facebook di MammaBilingue™.

Volevo condividere la mia esperienza e i risultati ottenuti con Paolo e, nel frattempo… anche con Emma (e ora con Christian).

E, considerato l’interesse di migliaia di mamme verso il mio percorso, penso che siamo sulla buona strada per iniziare finalmente una rivoluzione dal basso, che porti a una maggiore attenzione e valorizzazione del bilinguismo nel nostro Paese.

A questo punto dell’articolo potresti pensare: “Ok Lilli, tutto fantastico, ma quali svantaggi ci sono nel crescere i propri bambini bilingue?”. 

Come darti torto, l’articolo è sui vantaggi e gli svantaggi del bilinguismo nei bambini. 

Bene, ragioniamo allora sui presunti svantaggi.

Gli svantaggi del bilinguismo nei bambini: paure e poca informazione

Ci sono obiezioni più comuni di altre che sento spesso quando parlo di crescere i propri bambini nel bilinguismo fin dal pancione.

Le prime due le ho affrontate nel post su “I bambini bilingue parlano più tardi?”.

In breve riguardano la paura che i bambini esposti a due lingue inizino a parlare dopo i bambini monolingue e del fatto che il bilinguismo possa causare ritardi nel linguaggio.

Sono due falsi miti, ormai ampiamente smentiti. 

Se è vero che in alcuni casi può verificarsi che un bambino esposto a due lingue possa iniziare a parlare più tardi (anche se non è sempre così), questo periodo però rientra sempre nei parametri di una crescita nella norma (Raising bilingual children, Sorace, 2004). Insomma, è una situazione temporanea che si risolve molto velocemente.

La seconda credenza è invece totalmente errata. 

Infatti il bilinguismo non danneggia né ritarda lo sviluppo del linguaggio dei bambini.

Il cervello del bambino non viene appesantito da due codici linguistici anzi, accade proprio l’opposto: si arricchisce.

Sì, perché si allena a sfruttare una parte del suo potenziale che il bambino esposto a una lingua sola non usa. 

Moltissimi studi scientifici, tra i quali quello di Bialystock e Craik del 2010, hanno dimostrato che il bilinguismo favorisce l’attività cerebrale e che affina l’udito.

Il bambino fa confusione! Code mixing e code-switching

Come ti dicevo nell’articolo su “Bambini bilingue e problemi nell’apprendimento della lingua madre: confusione, stress?” spesso come genitori abbiamo paura che il mescolamento verbale delle parole o il passaggio da una lingua all’altra nella stessa frase sia un problema per lo sviluppo del bambino.

Ti posso assicurare che non è così.

È stato ormai ampiamente dimostrato.

Prendi il caso della commistione di codice (o code-mixing).

Quando il bimbo “mixa” una lingua con l’altra lo fa per colmare lacune lessicali o sintattiche. Ma questa cosa è positiva, non negativa come si pensava un tempo!

Anzi, mette proprio in luce la maggiore flessibilità dei bilingue rispetto ai monolingue, che sfruttano tutte le loro risorse linguistiche per soddisfare il bisogno di comunicare (Werker, 2008). 

I bambini fin da dentro la pancia della mamma riescono a distinguere due lingue diverse e il fenomeno del code-mixing non fa altro che arricchire il loro lessico nel tempo. 

Tanto è vero che quando il bambino bilingue diventa adulto sfrutta il code-mixing e il code-switching come mezzi di identità personale e non più per colmare le lacune linguistiche. 

Bilinguismo e libertà di scelta

Viviamo in un mondo globale sempre più connesso, dove conoscere l’inglese diventerà sempre più importante. 

E il vantaggio di essere bilingue aiuterà il tuo bambino in tutte le fasi della sua vita e in molti settori socio culturali, formativi e professionali.

Ora immagina quando tuo figlio a 6 anni capirà l’inglese come capisce l’italiano.

È una soddisfazione che ti riempie il cuore, te lo assicuro.

Perché il tuo obiettivo non è solo quello di insegnargli una seconda lingua.

Il dono che gli stai facendo è ben più prezioso.

È in gioco la sua possibilità di viaggiare ovunque senza paure e relazionarsi con chiunque desideri.

Nel mio primo viaggio a Oxford ero eccitata, ma terrorizzata allo stesso tempo, perché non spiccicavo una parola d’inglese.

Se deciderai di aprire le porte di casa tua all’inglese riuscirai a liberare finalmente i tuoi figli da tutte le limitazioni e le paure tipiche della persona che conosce soltanto la propria lingua, della serie:

  • “Potrò andare in vacanza se non conosco l’inglese?”
  • “Mi accetteranno all’Erasmus con una bassa conoscenza della lingua?”
  • “Otterrò quel posto di lavoro, dal momento che è richiesta un livello di padronanza dell’inglese ottima?”

Di quale altra eredità potresti andare più fiera?

E se non ti senti ferrata con l’inglese non disperare. 

C’è un modo semplice per iniziare, alla portata anche delle mamme a livello base di inglese.

Sto parlando della lettura.

Esatto. 

Commentare immagini, leggere libri e raccontare storie sono occasioni uniche, per il tuo piccolo, di linguaggio da accrescere.

Ecco perché ho creato una guida gratuita per te e il tuo pargoletto… così che possiate scoprire insieme il meraviglioso mondo dell’inglese. 

L’ho chiamata “MAGIC TALES – Come sfruttare il potere delle storie per insegnare l’inglese a tuo figlio“. 

All’interno di questo manuale troverai, tra le altre cose:

  • Qual è l’atteggiamento corretto da assumere nel momento della lettura
  • La magia del picture walk (la lettura dialogica)
  • L’apprendimento tramite il “metodo naturale”
  • Il potere della “lettura emotiva”
  • La LISTA dei miei 15 libri preferiti per i bimbi da 0 a 3 anni

SCARICA LA GUIDA MAGIC TALES IN PDF DA QUI

È il primo passo se desideri rafforzare il vostro legame e appassionarlo all’inglese, anche se la tua conoscenza della lingua è scarsa.

Non preoccuparti della perfezione, la qualità del tempo vissuto insieme a tuo figlio sarà la chiave per l’acquisizione naturale dell’inglese. 

Buon divertimento e buona lettura!

 

PS. E come ha scritto Rudolf Steiner

Ogni lingua dice il mondo a modo suo. Il poliglotta è un uomo più libero”.

 

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