Il segreto che le scuole di inglese per bambini non ti dicono

Qualche giorno fa ho portato mio figlio ad uno dei tanti centri estivi che il mercato propone.
L’ho scelto però con cura perché ci tengo a dove passa le ore mio figlio, ci terrei in qualsiasi caso,
ma sono molto attenta soprattutto perché ha soli 3 anni.

Mio figlio ama l’acqua, così dopo aver fatto qualche esperienza insieme in piscina, ho deciso di iscriverlo in un campo estivo dedicato al nuoto.

L’esperienza nel complesso è andata  bene, mio figlio si è divertito e in generale ho avuto una bella impressione, ma durante la settimana è accaduto un avvenimento che mi ha fatto riflettere.

Sono andata a riprenderlo e all’uscita ho chiesto, come ogni giorno, come è andata e cosa hanno fatto e
l’insegnante mi ha risposto:

  • “Oggi non si tenevano, erano particolarmente agitati e per punizione abbiamo deciso di non fargli fare il bagno in acqua”. Poi ha aggiunto: “proibirgli il bagno in piscina è l’unico modo per farci ascoltare”.

Questa frase mi ha fatto pensare. Può succedere in qualsiasi occasione che i bambini vengano puniti perché sono troppi vavaci, non è la prima volta che ascolto una frase del genere, è stata inoltre un’occasione particolare, cioè tutti gli altri giorni i bambini sono entrati in acqua e non c’è stato bisogno di nessuna privazione, ma questo esempio mi ha fatto pensare all’importanza dell’insegnante in qualsiasi attività si decida di fare, ma ancor di più nell’insegnamento dell’inglese ai bambini, perché, come già sai se segui da tempo il mio blog, si impara l’inglese da piccoli solo se si costruisce una RELAZIONE e per questo il rapporto con l’insegnante nelle attività che riguardano l’inglese è fondamentale.

Molti in Italia si improvvisano insegnanti in qualsiasi disciplina, ma soprattutto nell’ambito dell’insegnamento dell’inglese. Quanti madrelingua ci sono che vegono ritenuti ottimi insegnanti solo perché parlano inglese?
La questione non è solo saper parlare inglese, ma saper instaurare un rapporto con un bambino, avere delle conoscenze di pedagogia e avere la passione per stare in mezzo ai bambini. In questo senso l’insegnante affianca il bambino nella sua crescita, senza mai sostituirsi a lui, non lo giudica, ma sempre lo sostiene e incita nel suo sforzo di lavorare e imparare in autonomia, secondo le sue specifiche possibilità. Questo non vale solo per i madrelingua, ma anche per qualsiasi laureato in inglese che però non ha nessuna predisposizione per lavorare con i bambini. A quel punto, nonostante si parli un inglese perfetto, non vi è nessun apprendimento da parte del bambino, perché la relazione che si instaura è precaria, ma soprattutto perché i bambini hanno il potere di leggerti dentro e se non ami stare con loro o se anche solo intimamente li giudichi se ne accorgono e non si fidano più di te. L’insegnante dovrà  essere paziente anche per sopportare il bambino più vivace, ma soprattutto se saprà motivare e creare un ambiente rilassato in classe allora sarà in grado di creare apprendimento.

Sviluppare i talenti e mai parlar male di un bambino questo deve saper fare un insegnante.

Diceva Maria Montessori che l’educatore deve concentrarsi sul rafforzare e sviluppare ciò che c’è di positivo nel bambino, i suoi pregi e i suoi talenti, in modo che la presenza delle sue capacità possa lasciare sempre meno spazio ai difetti. E mai parlare male del bambino in sua presenza o assenza. Scappate da quelle scuole con insegnanti demotivate, sottopagate, di primo pelo o ancora peggio rigide e critiche, non insegneranno nulla a tuo figlio.

Ad ogni modo anche con l’insegnante più bravo, se l’inglese è relagato ad un’ora a settimana ha poco effetto sul tuo bambino. Il vero segreto per imparare l’inglese è la ripetizione, la frequenza di occasioni per parlarlo, ascoltarlo, impararlo. Ecco perché il primo vero insegnante sei TU, perché sei tu che hai l’opportunità di ripetere una routine quotidiana in inglese con il tuo bambino tutti i giorni.

Mandi tuo figlio in una scuola di inglese?
Da quanti anni la frequenta?

Se dopo qualche anno che frequenta la stessa scuola di inglese, magari da quando è piccolissimo, ancora non riesce a capire qualcuno che parla con lui in inglese in maniera naturale e peggio non riesce a comunicare, vuol dire che stai sbagliando strada e stai sprecando oltre che al denaro l’occasione affinché tuo figlio possa imparare con facilità e in maniera naturale l’inglese.

Fatti queste domande:

  • Mio figlio comprende l’inglese?
  • Mio figlio comunica in inglese?

Se la risposta è sempre NO.

  • No mio figlio non capisce un nativo che gli parla inglese dopo più di due anni di scuola privata a prezzi esorbitanti.
  • No mio figlio non comunica in inglese nonostante gli anni dedicati ad un corso che ti rifilano come il migliore.

Allora forse non sei sulla strada giusta e devi cercare qualcuno di più serio e che abbia risultati da mostrarti. Il valore di un’insegnante, ancora di più il valore di una scuola, si riconosce in base ai risultati ottenuti. L’obiettivo non è memorizzare frasi o rispondere in maniera corretta a domande guidate, bensì il vero RISULTATO è la comunicazione. Saper parlare.

L’inglese dopotutto non servirà a tuo figlio per mostrare agli altri quanto è bravo a ripetere una canzoncina in inglese, ma a vivere, a relazionarsi con gli altri e con il mondo. Intendiamoci le canzoni sono un ottimo mezzo per imparare l’inglese, ma l’inglese non deve limitarsi solo a questo.

Non focalizzarti sulla perfezione o sulla correzione, piuttosto concentrati su ciò che tuo figlio ha raggiunto.

Nello scorso articolo ti ho dato una serie di attività facili e a costo quasi zero da poter fare con il tuo bambino in inglese. Sai già che i dispositivi elettronici come tv o audio sono solo un supporto e che il vero apprendimento passa attraverso la relazione, ma anche questi apparati tecnologici aiutano e soprattutto i bambini sono abituati ad usarli essendo nativi diglitali. Per questo oggi voglio regalarti un altro prezioso consiglio, un’altra attività da poter scaricare sul tablet. Si chiama Puzzle 4 kids ed è un app da scaricare gratuitamente sul tablet. Metti l’opzione in inglese. Il bambino deve costruire il puzzle di un animale o di un frutto, ad esempio, ricomponendo le varie parti di esso. Quando ha completato il puzzle il programma dice la parola dell’animale o dell’oggetto in inglese. Si tratta di un puzzle molto semplice, lo fa mio figlio che ha 3 anni, ma per i più grandi si può aumentare il livello di difficoltà. Clicca sul link nel nome dell’app che ho inserito e scaricalo gratuitamente.

Le risorse che ti do ogni giorno sono tante, non cercare scuse, non affidarti alle persone sbagliate, il futuro di tuo figlio è nelle tue mani.

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“Il monolinguismo è curabile”.

Lilli

 

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