L’importanza di investire su tuo figlio da 0 a 3 anni

Il primo viaggio familiare in Inghilterra è stato per il compleanno di 2 anni di nostro figlio,
avevamo pensato che sarebbe stato bello festeggiare con un viaggio invece che con la classica festa, tra l’altro avevamo fatto un festone per il suo primo anno di vita!

Si, festeggiare a Londra ci sembrava la cosa più bella per noi e per lui.

Quando ho comunicato la notizia, ho ricevuto però un mare di critiche, prima fra tutte:

  • E’ inutile viaggiare ora, tanto non si ricorderà niente!

Questa è l’affermazione che più mi fa arrabbiare, perché presuppone una bassa considerazione del bambino dal punto di vista intellettuale: per quanto riguarda la primissima infanzia infatti un luogo comune è quello che al bambino basti solo giocare. 

Un bambino ascolta, osserva, parla, reinterpreta, copia; il bambino è un pò come uno scienziato, i due sono uniti “dalla stessa passione generativa per il conoscere” (Bruno Munari).

Per questa stessa ragione per noi anche la scelta dell’asilo è stato un passo molto importante,  siamo stati  selettivi perché riteniamo che i primissimi anni di vita sono fondamentali per lo sviluppo dei bambini, con effetti persistenti lungo la vita della persona: quante parole ascolta un bambino può influire sul suo linguaggio, così come l’esposizione ad una lingua diversa può essere determinante per ottenere una competenza linguistica che sarebbe difficile ottenere più avanti.

L’asilo è già una scuola e la frase che spesso ho sentito ripetermi:

  • ma perché fate tanti chilometri per portarlo a scuola, un asilo vale l’altro, basta che gioca;

per me non ha senso.

Un’alta frase che mi fa venire la pelle d’oca e che sento spesso ripetere è:

  • Non capisco tutta questa fissazione e insistenza con l’inglese, quando andrà alle superiori magari lo mandi all’estero!

Questa è la tipica frase di chi non c’ha capito niente! Di chi non sa che imparare le lingue al liceo è molto molto difficile.

La scuola la vivo tutti i giorni, i bambini li vivo tutti i giorni, e posso dichiarare con fermezza che i risultati che ottengo con i bambini più piccoli per l’inglese, non posso nemmeno immaginare di ottenerli con i ragazzi più grandi, che spesso considerano l’inglese tanto difficile quanto la matematica.

Anche Maria Montessori dice che il bambino da 0 a 3 anni ha una mente assorbente, che è potentissima. Per lui imparare una nuova lingua non è un lavoro. Noi adulti che ci accingiamo a una nuova lingua dobbiamo compiere una fatica.  Il bambino piccolo al contrario non fa nessun tipo di sforzo perché interiorizza automaticamente tutto ciò che l’ambiente gli dà, assorbe e costruisce interiormente, cioè crea le sue competenze naturalmente, per questo il lavoro di grande semina va fatto da quando nasce. Queste risposte ci fanno riflettere su quanto sia importante avere fiducia nel bambino e nelle sue capacità, che come nel caso dell’apprendimento di una lingua, sono spesso superiori alle nostre.

Il motivo, poi, per il quale insisto con il bilinguismo e con le lingue in generale è che sono uno dei campi nei quali è più facile ottenere dei risultati.

Mentre spesso i medici dicono che non sia opportuno iniziare con lo sport troppo presto perché il corpo dei bambini non è ancora pronto agli stress fisici o se cerchi un corso di musica ti accorgerai che essi sono organizzati solo per bambini dai tre anni in su, il momento più adatto per esporre tuo figlio ad una lingua è proprio quello da 0 a 3 anni.

I bambini di solito a quell’età sono a casa con la mamma o comunque passano molto più tempo con i genitori rispetto a quanto ne passeranno più avanti, quando avranno maggiori impegni legati alla scuola o ad altre attività, quindi se hai un bambino molto piccolo non sprecare questa opportunità, non avere dubbi e dai inizio al vostro progetto di bilinguismo famigliare.

Se aspetti di investire quando tuo figlio sarà adolescente, c’è il rischio che rimarrai deluso, perché oltre alla difficoltà maggiore e oggettiva nell’imparare una seconda lingua, ci può anche essere il problema che non ascolti i tuoi suggerimenti.

E allora cosa aspetti!!!

Ricorda che dipende solo da te se il monolinguismo è curabile.

Lilli

 

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