Londra con i bambini

E chi l’ha detto che è facile? Nella società attuale ci fanno credere di poter ottenere tutto e facilmente. Ma chi l’ha detto che è facile?? Se ti dicono che ogni cosa è ottenibile con il minimo sforzo ti stanno imbrogliando.

I risultati si ottengono a fronte di uno sforzo deliberato.

Eraclito diceva: “Bisogna volere l’impossibile, perché l’impossibile accada”.

Ma per raggiungere quell’obiettivo tanto ambito, così desiderato, bisogna lavorare affinché diventi realtà.

Se vuoi che tuo figlio impari davvero a parlare inglese, se vuoi che il tuo bambino abbia la possibilità di poter comunicare in un’altra lingua, devi lavorare perché ciò avvenga.

– Apri le porte di casa tua all’inglese

– interessati in prima persona del suo percorso di bilinguismo

– viaggia in paesi anglofoni

– mettiti in gioco imparando con lui

Solo se sarai tu davvero determinata, allora ti sorprenderai a sentirlo parlare inglese.

no panic!

Non avere paura, nulla è facile, ma nulla è impossibile.

Anche per noi vale lo stesso, ne è testimonianza la foto che vedi qui, scattata a Londra, in cui Paolo ha proprio una cheeky face, una faccia da furbetto, ed Emma è in lacrime.

Viaggiare con i bambini a volte è duro, così come mantenere la costanza per gli obiettivi che si desidera raggiungere, mantenere una forte determinazione nel percorso di bilinguismo a volte è stancante, ma non bisogna arrendersi mai se si ha la consapevolezza dell’importanza di una lingua in più.

Mantieni la calma, il sorriso e vai avanti e ti sorprenderai a fare l’impossibile.

La connessione che esiste tra madre e figlio è nota, ma alcune ricerche scientifiche più recenti suggeriscono qualcosa di ancora più profondo.

L’essere umano è un organismo plurale, costellato dai suoi antenati anche a livello cellulare.

Le cellule migrano tra la madre e il feto attraverso la placenta e si uniscono a diversi organi.

Il mondo di queste cellule dimostra ancora una volta che l’essere umano è essenzialmente plurale, costituito da una colonia di esseri, connessi non solo attraverso i legami emotivi, ma anche quelli socio-biologici.

Cosa c’entra questo con l’inglese? C’entra e poi come…La connessione tra madre e figlio è più profonda di quanto dimostrato fino a oggi.

Per tutto questo è fondamentale aprire le porte di casa all’inglese cioè portare avanti un progetto di bilinguismo condiviso da tutta la famiglia, perché noi siamo in parte anche ciò che sono stati i nostri antenati, perché i bambini ci imitano e ci prendono da esempio, perché siamo noi i principali punti di riferimento, e non l’insegnante tal dei tali.

“Ma mio figlio non vuole che gli legga in inglese, ma mio figlio non vuole guardare la tv in inglese, se sei tu la prima a compiere queste azioni, lui anche le troverà normali e le accetterà di buon grado”.

Oltre, alla musica, alla lettura, ai cartoni, ad alcune attività domestiche o al gioco in lingua inglese, fondamentale per l’apprendimento linguistico è il VIAGGIO.

si parte!

Nella seconda foto siamo di nuovo con la valigia! La scorsa estate siamo stati in Scozia e solo qualche settimana fa eravamo a Londra.

C’è chi dice che potremmo scegliere una meta diversa, mare o montagna e invece no, noi siamo ripetitivi, noi andiamo sempre in paesi anglofoni!

Alcune mamme mi hanno scritto in questi ultimi giorni chiedendomi come spingere i propri figli a parlare inglese.

“Mio figlio fa un corso di inglese da vari anni, con mio figlio parlo inglese tutti i giorni, però non comunica in inglese”.

Allora un’attività fondamentale affinché tuo figlio riesca a parlare inglese è quella di viaggiare in maniera ripetitiva in un paese in cui si parla inglese.

L’inglese non è una materia per parlarlo i bambini devono essere immersi in un mondo solo inglese, devo rendersi conto che ci sono posti in cui tutti parlano solo inglese e devono essere spinti dal bisogno di parlarlo, cioè se in quel posto tutti parlano solo inglese io lo devo usare per forza.

Mio figlio in viaggio a Londra dove sentiva parlare tutti solo inglese continuava a rimproverarmi dicendomi: “Mamma, we have to speak only English here”. Ebbene si, l’allievo supera il maestro.

Inoltre, viaggiando in Inghilterra si creano amicizie ci si immerge nella cultura, si impara ad amare quel mondo e si è predisposti psicologicamente a parlare la lingua di un posto che si ama o che ci ricorda una bella esperienza.

“Mamma mia, però queste estate potevi portare i bambini al sole, al mare, in montagna!” mi sento dire e io invece no…insisto determinata e caparbia come un ariete a portare i miei figli sotto la pioggia inglese convinta che in futuro più che oggi mi ringrazieranno per questa eredità che ho lasciato loro, che vale più di qualsiasi bene materiale, l’indipendenza e la possibilità di comunicare in un’altra lingua diversa da quella madre.

Non trovare scuse, se vuoi puoi farlo. Non avere paura che i bambini siano piccoli, impareranno presto ad essere viaggiatori, cittadini del mondo liberi e indipendenti.

Siamo stati a Londra per il Barnes Cildren’s Literature Festival, cioè un festival per la letteratura per l’infanzia. Un festival sconosciuto in Italia, infatti bassissima è stata la presenza di turisti o italiani al festival, che ho scoperto grazie ad amicizie londinesi. Un evento quindi raccolto e tutto inglese in cui abbiamo assistito a letture di libri direttamente dagli autori, abbiamo incontrato gli scrittori e gli illustratori, vissuto insomma i libri.

Nella foto al banco degli autografi Paolo ed io siamo con Axel Sheffler, illustratore del famoso classico per bambini The Gruffalo, una persona gentile e alla mano, che ha voluto il mio indirizzo e-mail quando gli ho spiegato che eravamo a Londra dall’Italia per il festival.

Abbiamo assistito anche alla lettura delle storie di Julia Donaldson raccontate dall’illustratore, abbiamo assisitito alla riproduzione dei più famosi personaggi di quelle storie osservando come Axel Scheffler disegna e illustra i suoi libri, usa ed abbina i colori, tutto proiettato su diversi schermi giganti.

Poi nel bosco abbiamo assistito all’interpretazione di un altro libro che amiamo che si intitola The lost words, che cita: “You hold in your hands a spellbook for conjuring back these lost words. To read it you will need to seek, find and speak.” In altre parole, il libro è un inno alle parole della natura, perché se si perdono quelle parole si perde la natura. Un libro manifesto che incita a riappropriarsi delle parole perdute legate al mondo della natura e con esse riappropriarsi della natura stessa. Un libro meraviglioso che abbiamo letto a casa seduti per terra. Abbiamo avuto la fortuna di vivere il libro interpretato da un gruppo di attori nella natura dei parchi londinesi. Un’emozione che il Barnes children literature festival e la nostra determinazione ci hanno regalato. Ma non solo abbiamo anche preso il tè con Alice in Wonderland!!

Un’altra tappa che non puoi saltare a Londra è quella relativa ai dinosauri che si trovano nel Natural History Museum di Kensington un luogo in cui Paolo è già stato due volte e che noi genitori amiamo visitare, per gli appassionati di storia naturale e di dinosauri come noi una tappa obbligata e gratuita. Uscita dal museo ti troverai vicinissima ai Kensigton Gardens, puoi arrivarci a piedi e se la mattina sei stata al Museo, sarà favoloso stare all’aria aperta tutto il giorno e se hai la fortuna di beccare una bella giornata fare lì un pic nic sull’erba verde vicino al lago tra gli scoiattoli.

Nel Kensington Park potrai vedere: la statua di Peter Pan, perché è proprio da lì che il bambino parte per il suo viaggio fantastico, per gli appassionati di storia inglese la statua di Queen Victoria e bellissimo per i bambini il Diana Memorial Playground, un parco giochi strutturato come una nave dei pirati.

Abbiamo soggiornato in una zona molto carina, che non conoscevamo, ma Londra non finisce mai di sorprenderci, il quartiere si chiama Ealing Broadway, una zona abbastanza centrale e ben collegata nella Londra nord occidentale, ricca di parchi, ristoranti e, per essere una grande città il quartiere è anche a misura di bambino. Ci siamo fermati in un parco meraviglioso con tanto di giochi in legno, lago, papere e alberi secolari.

Ma Ealing Broadway ci ha sorpreso perché è anche la sede degli Ealing Studios uno studio cinematografico e televisivo, per questo puoi trovare in giro nel quartiere monumenti relativi a film famosi o citazioni tratte da film e alberghi a tema cinema, noi abbiamo dormito proprio in un hotel così. Il nostro hotel è stato l’Ibis Styles London Ealing te lo consiglio, ottima e compresa la colazione e divertente per i bambini che avranno l’impressione di stare in un film di Star Wars!

Abbiamo cenato nel ristorante Wagamama Ealing, si tratta di una catena che serve cibo asiatico, ma molto organizzata per i bambini tanto da avere un menù speciale per loro, un’ottima occasione se gradisci il cibo giapponese e vuoi farlo provare ai bambini.

Paolo mangia con le bacchette

Poi abbiamo visitato lo Sherlock Holmes Museum che si trova in Baker Street 221 B che era l’indirizzo scelto da Arthur Conan Doyle, autore del celebre romanzo, per la residenza dell’investigatore.

Si tratta di una casa in stile georgiano attualmente occupata dal museo, che è stata, come il “221b Baker Street”, una pensione.

Nei libri di Doyle è scritto che Sherlock Holmes, le cui avventure sono proprio ambientate nel periodo tra il 1881 e il 1904, risiedeva in affitto dalla signora Hudson a questo numero.

Il museo comprende tra le altre cose molti oggetti che secondo i curatori sarebbero serviti a Sherlock Holmes per la risoluzione di alcuni casi.

Al primo piano c’è lo studio di Holmes, che affaccia su Baker Street, dove l’investigatore insieme al suo amico dottor Watson rifletteva sul caso del momento ed enunciava le sue famose deduzioni. La stanza è arredata esattamente come è rappresentata nei numerosi film, con le poltrone di faccia al caminetto e molti degli oggetti personali dell’investigatore, quali la lente di ingrandimento, la pipa, il violino, le attrezzature chimiche, il quaderno degli appunti, ecc. fino al bastone da passeggio.

Al secondo piano sono collocate la camera della signora Hudson, sul fronte, e la camera del dottor Watson, sul retro. Anche queste stanze contengono effetti personali, tra cui il diario del dottor Watson con alcune note manoscritte ed estratti del romanzo Il mastino di Baskervilles (The Hound of the Baskervilles).

Nelle stanze del terzo piano sono state allestite delle scene tratte dai romanzi con modelli in cera. Tra le scene è degna di nota quella di Holmes e del Professor Moriarty posti vicini nella stessa stanza. Ai bambini questo museo è piaciuto molto, a Emma è piaciuto per le scale che ha percorso in su e in giù almeno un centinaio di volte, a Paolo invece è piaciuto mettersi nei panni dell’investigatore ed è rimasto incuriosito e colpito dalle statue di cera tanto da fare mille domande.

In fine abbiamo visitato la stazione di Paddington. L’orso immigrato dal “profondo Perù” con il suo vecchio cappello, la sua valigia ammaccata e il panino con la marmellata, è diventato un’icona della letteratura per i bambini inglesi. I libri dell’orso Paddington sono stati tradotti in 30 lingue, con 70 titoli e hanno venduto più di 30 milioni di copie in tutto il mondo. Visita la statua di Bronzo dell’orso Paddington dentro la stazione che porta il suo nome, London Paddington, luogo dove tutto ebbe inizio! Fatti una foto con il furbetto orso e visita il negozio Paddington dove potrai acquistare un orsetto di peluche da coccolare.

In questo articolo trovi mete alternative per un week end a Londra, rispetto alle solite del Tower Bridge, London eye e Buckingham Palace che a noi piacciono comunque moltissimo.

AL prossimo articolo.

Lilli

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