Anche le faccende domestiche servono ad imparare l’inglese

Una mamma mi ha posto una bella e importante domanda, una domanda che è alla base della formazione continua di un insegnante, stimolo per letture e ricerche.
Ringrazio questa mamma che è stata l’ispirazione per questo articolo.

La mamma in questione mi ha chiesto:

“In riferimento all’età ne approfitto per domandarle se esiste una sorta di guida che indichi i vari concetti da introdurre in inglese a seconda delle fasce d’età dei bambini”.

Una guida sugli argomenti da introdurre ai bambini esiste e come, ma non è diversa da quella che si consulterebbe in italiano, infatti anche in inglese si introducono gli stessi concetti che si presentano per gradi nell’età evolutiva di un bambino in italiano. Non esistono differenze tra l’inglese e l’italiano!

A un bambino di 6 mesi non parlerei mai di colori in inglese perché non saprebbe comunque ancora riconoscerli nemmeno nella sua lingua.
A 3 anni si inziano a trattare i sentimenti ad esmpio, quelli di happy, sad and angry, che sono le prime sensazioni che i bambini provano e iniziano a riconoscere in sé stessi e via via gli altri sentimenti.

Il concetto che sta alla base di una buona guida sugli argomenti da introdurre ai bambini in inglese è che per insegnare inglese ai bambini non basta conoscere molto bene l’inglese, bisogna invece conoscere la pedagogia e la didattica in maniera approfondita.

L’errore di molte scuole è proprio quello di sottovalutare il fatto che trattare con i bambini è una responsabilità; non basta essere madrelingua, sapere l’inglese o essere semplicemente portati con i bambini, ma bisogna tenere in considerazione le varie fasi evolutive del bambino.

Non bisogna aver paura di esporre un bambino molto piccolo all’inglese o a qualsiasi altra lingua perché essere esposto ad una seconda lingua già da 0 anni favorisce lo sviluppo della creatività fin dalla prima infanzia, agisce sulla capacità di attenzione, sulla concentrazione e sull’espressività di ogni bambino, ma bisogna farlo con responsabilità seguendo i ritmi naturali del bambino.

I bambini da 0 a 3 anni NON hanno la stessa concentrazione di un adulto o di un bambino più grande, bisogna quindi sapere che un’attività realizzata con i bambini molto piccoli non sarà mai perfetta, né mai uguale. Il bambino molto piccolo ama muoversi, quindi l’attività non potrà essere statica o di semplice osservazione.

Il bambino deve FARE

Il bambino deve MUOVERSI

Il bambino deve SPERIMENTARE.

Anche nel leggere insieme un libro bisognerà tener conto di questo concetto. Non si può pretendere che un bambino da 0 a 3 anni ascolti in maniera passiva, per questo sta a te essere paziente e capire che non è grave se ad esmpio un libro non viene letto per intero o se un bambino a cui leggi starà facendo qualcos’altro come disegnare su un foglio o tenere in mano un oggetto. Sembra distratto, ma in realtà è ugualmente ricettivo. Io ad esmpio leggo al mio bambino mentre fa il bagnetto o mentre fa la cacca!

green-beansA te come mamma mi sento di suggerire che le attività che in modo spontaneo realizzi in italiano, puoi  tranquillamente metterle in pratica anche in inglese.

Un bambino di 3 anni aiuta la mamma ad apparecchiare o a pulire con una spugna, sono attività di  vita pratica che noi mamme realizziamo spontaneamente per fasce di età con i nostri bambini, a volte senza accorgercene, le stesse possono essere praticate in inglese.

Lavare le verdure è un’attività che si può realizzare già dai 2 anni in poi, un’età in cui i bambini adorano l’acqua, lavando le verdure ad esempio si impara il termine wash appunto lavare ma anche dirty/clean, così come i nomi delle verdure!

Look the tomatoes are dirty! Wash wash the tomatoes!

Now they are clean!!

Mentre tagliare le verdure ad esempio è un esercizio da poter realizzare dai 3 anni in poi.

A mio figlio che ha 3 anni ad esempio ho proposto di tagliare i fagiolini.

Abbiamo imparato una nuova parola:

Green beans! I fagiolini!

E che si devono tagliare sopra e sotto!

Cut it UP and Down!

Ripetuto per circa 100 volte, cioè il numero dei fagiolini, il concetto di up and down è ormai super compreso!

I bambini da 0 a 2 anni hanno i sensi molto più sviluppati degli adulti, riconoscono la mamma dall’odore o il papà dalla barba ruvida, ecco perché l’educazione, anche in inglese, dei bambini più piccoli deve sempre essere sensoriale, cioè legata a ciò che hanno di più sviluppato in maniera naturale, i loro sensi:

  • il gusto
  • il tatto
  • l’olfatto
  • l’udito
  • la vista

Nello scegliere chi si prenderà cura dell’apprendimento linguistico del tuo bambino tieni in mente questi pochi, ma fondamentali concetti:

  • non basta saper parlare inglese per insegnare inglese a un bambino
  • non basta essere portato per i bambini per saper insegnare inglese a un bambino

ma sono necessarie competenze in pedagogia e didattica.

Ma più di tutti tieni in mente che sei TU il suo primo insegnante, perché lui vuole te e perché sei TU che puoi far si che il tuo bambino venga esposto in maniera ripetuta e continuativa all’inglese.

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 Lilli

 

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