Quando iniziare a insegnare l’inglese ai bambini? Da subito!

Vuoi che tuo figlio impari l’inglese, ma non sai bene quando è il momento giusto per iniziare ad approcciare la seconda lingua?

Risposta veloce: il momento migliore per insegnare a tuo figlio l’inglese è… prima possibile!
Parola d’ordine: precocità.

E precocità significa: prima intervieni e più tuo figlio sarà facilitato nell’apprendimento della seconda lingua.

Proprio così.
Imparare l’inglese è facile, anzi facilissimo, se si inizia in età precoce, cioè da 0 a 3 anni, perché…

  1. I bambini sono naturalmente predisposti all’apprendimento delle lingue
  2. I bambini assorbono una seconda lingua proprio come la loro lingua madre
  3. I bambini non provano alcuna fatica, anzi al contrario, dimostrano interesse e curiosità verso suoni diversi

Sai perché ti dico questo?

Insegna l’inglese da subito: da adulti il cervello si “arrugginisce”

Quando la corteccia uditiva (l’area neurale che elabora i suoni) si “arrugginisce” rende più difficile riconoscere, comprendere e riprodurre suoni assenti nella lingua madre.
Il problema è che si arrugginisce molto presto.
Lo dimostra uno studio a firma italiana prodotto della collaborazione tra Università Aalto di Helsinki e l’Università del Salento, pubblicato su Frontiers in Human Neuroscience.
Potresti averlo letto su Repubblica in questo articolo.
Questo studio in pratica conferma che imparare una lingua straniera sin da molto piccoli è la condizione ideale per apprenderla al meglio.
Come forse ti sei resa conto sulla tua pelle, lo studio prolungato di una lingua straniera in età adulta non produce nessun miglioramento rispetto alla capacità di distinguere i suoni.

Eppure, nonostante queste evidenze, rimane ancora ben radicato nella cultura popolare il falso mito

Sfatiamo un falso mito: “c’è tempo per insegnare la seconda lingua”

“C’è tempo per l’inglese, prima lascia che parli la sua lingua madre”.
Ti suona familiare?

Bene.
Pensa che per diversi anni, in campo scientifico, si è pensato erroneamente che il cervello del bambino, nei primi anni di vita, avesse forti difficoltà a sostenere un doppio apprendimento linguistico.

E che la difficoltà nella gestione di una tale quantità di dati potesse essere la causa di ritardi di apprendimento.

Tale convinzione riteneva che “riempire” il cervello del bambino con due lingue ritardasse lo sviluppo mentale, con la conseguenza che il bambino avrebbe appreso più lentamente.

In realtà, gli studiosi del linguaggio infantile Krista Byers-Heinlein della Concordia University e Casey Lew-Williams della Northwestern University – nella loro opera Bilingualism in the Early Years: What the Science Says – raccolgono numerose ricerche che smentiscono tale affermazione.

Puntualizzano come sia vero che, dovendo distinguere tra due codici differenti, nei primi anni di vita i bambini bilingui siano chiamati a impegnare più risorse cognitive, ma questo non rappresenta un problema, anzi, porterà loro numerosi benefici.
Quindi, ecco perché…

Quando insegnare l’inglese ai bambini? Prima inizi meglio è

Il Professor Michele Daloiso – consulente scientifico in ambito di educazione plurilingue – evidenzia come i bambini, nella prima infanzia, mostrano una naturale curiosità verso le lingue e il linguaggio in generale.

Inoltre, i bambini tra 0-5 anni sono agevolati nel loro apprendimento dell’inglese dai seguenti 4 fattori:

  1. elevata plasticità cerebrale (ovvero la capacità del cervello di cambiare e creare nuove connessioni neuronali, a fronte di stimoli esterni, in relazione a esperienze di apprendimento)
  2. uso prevalente della memoria implicita (ovvero la memoria inconscia, alla quale non puoi accedere consapevolmente, ma che si attiva in automatico quando leggiamo, parliamo, andiamo in bicicletta, ecc.)
  3. uso integrato dei sensi per l’apprendimento (le routine in inglese che prevedono l’uso di vista, tatto, udito, gusto e odorato insieme, come per esempio lavarsi le manine o fare merenda, permettono ai bambini di esplorare la realtà, dando significato a tutti i nuovi input, arrivando anche a comprendere concetti astratti, altrimenti difficilmente comprensibili)
  4. meccanismi di imitazione governati dai neuroni-specchio (ovvero  neuroni che si attivano quando il piccolo osserva le azioni fatte dagli altri e gli permettono di riprodurle a sua volta)

La cosa fantastica è che, quando il bambino apprende una lingua entro i 5 anni, attiva per entrambe le lingue la stessa area della corteccia cerebrale (l’area del linguaggio, situata nella regione fronto-parietale dell’emisfero sinistro) e l’apprendimento risulta molto più facile (Fabbro, 2004 – Neuropedagogia delle lingue. Come insegnare le lingue ai bambini).

0-5 anni è la fascia d’età migliore per la maggiore plasticità cerebrale

A differenza di alcuni falsi miti sul bilinguismo secondo i quali il bambino potrebbe confondersi nell’imparare due lingue insieme, il “periodo ottimale” per acquisire una seconda lingua è quello che va da 0 a 5 anni.

Questo perché hanno una plasticità cerebrale che non avranno mai più nella vita.

Sul tema della maggiore plasticità cerebrale dei bambini si è espresso il dottor Wilder Penfield, neurochirurgo canadese, noto soprattutto per i suoi studi sulla “rappresentazione dei sistemi sensoriali e motori nella corteccia cerebrale”.

In pratica, più cresciamo, più tendiamo ad applicare gli stessi schemi procedurali della prima lingua (banalizzando: traduciamo dall’italiano all’inglese!).

Capisci che in questo modo l’apprendimento diventa molto più complesso e meno divertente.

Quindi che fare?

Tu, con il tuo atteggiamento, gli trasmetti la passione per la lingua inglese.

Non è la perfetta conoscenza della lingua che permette a tuo figlio di imparare a comunicare in inglese, ma il fatto che l’inglese lo parla qualcuno che lui ama.

La magia del tempo vissuto insieme a tuo figlio è la chiave per l’acquisizione naturale della lingua.

La cosa bella? Che questo rapporto madre-figlio inizia ancora prima della nascita…

Già nel pancione i bambini iniziano a imparare le lingue

In accordo a quanto emerso da uno studio del 2013 dell’Università di Washington co-condotto da Patricia Kuhn, direttrice dell’Institute for Learning & Brain Sciences, i bimbi nella pancia ascoltano i discorsi delle madri durante le ultime 10 settimane di gravidanza.

Questo è il primo studio che mostra che i feti imparano a livello prenatale i particolari suoni del linguaggio della madre.

L’apprendimento di una lingua straniera quindi inizia molto prima di quanto si pensasse fino al 2013: scatta già durante il periodo di gestazione.

Un mese prima della nascita, quando sono ancora nella pancia della mamma, i bambini sono in grado di distinguere il ritmo della lingua parlata dai loro genitori.

In seguito, i neonati sono naturalmente attratti da lingue nuove.

Hai un bambino di pochi mesi?

Fai questo esperimento.

Mentre piange o è distratto prova a rivolgerti a lui parlando o cantando in inglese.

Lo vedrai sgranare gli occhi incuriosito.

Mi preme che ti ricordi una cosa importante.

Non importa se il bambino non capisce il significato di ogni singola parola, perché capirà tramite il contesto e l’intuizione.

L’inglese appreso da bambini lascia una traccia riconoscibile

Inoltre, secondo una ricerca del 2017 condotta da alcuni ricercatori dell’Istituto Max Planck per la psicolinguistica, in Olanda, la “conoscenza” di una lingua, anche se interrotta sul nascere, non svanisce nel nulla, ma lascia una traccia riconoscibile anche in età adulta.

Insomma, i bimbi tra 0 e 5 anni assorbono come spugne, attraverso gioco e relazione, mentre dopo i 5 anni è tutto più faticoso.

Se hai studiato un po’ di inglese nella tua vita sai bene di cosa sto parlando.

Al contrario, i bimbi piccoli si lasciano coinvolgere dal suono della lingua nuova e dalla bellezza dell’esperienza molto più di un adulto.

Non hanno ancora sviluppato i blocchi mentali e la paura di non essere all’altezza, insita negli adulti.

I bimbi possono fare affidamento sulla loro capacità innata di recepire gli stimoli che li circondano.

Perciò, se vuoi che tuo figlio arrivi a parlare un inglese fluente, abitualo all’inglese fin da dentro al pancione e trasmetti la passione con determinazione e costanza.

Anche Maria Montessori ti direbbe di insegnare l’inglese a tuo figlio dagli 0 anni

A proposito di spugne…

Sai qual è la caratteristica primaria del bambino per Maria Montessori e come puoi sfruttarla a vantaggio di tuo figlio per fargli apprendere l’inglese naturalmente?

Secondo Maria Montessori il bambino (da 0 a 7 anni) costruisce il proprio linguaggio nella relazione con l’altro.

La sua caratteristica distintiva è che assorbe “naturalmente” la lingua che si parla intorno a lui.

E se nel suo ambiente si parlano più lingue?
Assorbe più lingue!

Ecco perché ho creato, sulla base di questa ispirazione, una guida gratuita per te e il tuo piccolo… per scoprire insieme il meraviglioso mondo dell’inglese.

L’ho chiamata “MAGIC TALES – Come sfruttare il potere delle storie per insegnare l’inglese a tuo figlio“.

Da 0 a 3 anni il linguaggio si sviluppa tramite la relazione.

Il bambino costruisce il proprio linguaggio nella relazione con te.

Ecco perché commentare immagini, leggere libri, raccontare storie, sono occasioni uniche, per il tuo piccolo, di linguaggio da accrescere.

Pensa l’inconscio del bambino come una camera oscura, nella quale vengono sviluppate le stampe fotografiche.

Avviene qualcosa di misterioso che fa apparire e fissa ciò che assorbe in modo impercettibile.

Avrai visto o vissuto sulla tua pelle che “i bambini sono spugne”, giusto?

Questo accade perché assorbono tutto ciò che il loro contesto gli offre.

E quindi, come puoi sfruttare questa mente assorbente a suo vantaggio per fargli apprendere l’inglese naturalmente?

Devi sapere che la mente assorbente è guidata da istinti che Maria Montessori chiama “periodi sensitivi”.

Si tratta di FARI che, dall’interno del bambino, illuminano ciò di cui ha bisogno.
Bene, ora viene il bello.

Tra i 6 periodi sensitivi citati da Montessori c’è il “periodo sensitivo del linguaggio” (che lei collocò dagli 0 ai 7 anni, più o meno in linea con le indicazioni successive dei neuroscienziati).

In questo periodo i bambini hanno una fame naturale di imparare il linguaggio.

Sono attratti dalle novità in questo campo come degli avventurieri.

Sono instancabili, traboccano di energia per imparare nella gioia.

Capisci cosa significa per tuo figlio?

Imparare durante un periodo sensitivo è qualcosa di assolutamente naturale.

Al contrario, imparare la stessa cosa quando tale periodo è concluso, è MOLTO più difficile.

Ecco perché un bambino impara una seconda lingua molto più facilmente quando è nel “periodo sensitivo del linguaggio”.

Il processo di apprendimento del bambino è un’acquisizione spontanea…

… non come avviene per l’adulto che invece impegna il ragionamento.

Ecco perché in questo periodo (in particolare tra gli 0 e i 5 anni) è fondamentale per te creare l’abitudine alla lettura quotidiana.

È il modo ideale per rafforzare il vostro legame e appassionarlo alla lingua inglese.

Il segreto per far diventare bilingue il tuo bambino, anche se sei italiana

Quello che conta davvero è che l’inglese passi attraverso mamma e papà, seguendo un flusso naturale.

Infatti, il segreto per imparare l’inglese da bambini sta nella FREQUENZA, cioè nell’importanza di creare una routine quotidiana in lingua inglese (tutti i giorni) e nella RELAZIONE.

I bambini ci imitano, i bambini ci prendono d’esempio, i bambini vogliono stare con noi.

Per questo sei importante TU e la tua motivazione, affinché tuo figlio impari davvero l’inglese.

Una routine in inglese per il bilinguismo comprende le seguenti azioni:

  1. lettura
  2. musica
  3. gioco
  4. attività quotidiane e domestiche
  5. esperienze

Lo sviluppo del cervello di un bambino non dipende solo dall’eredità genetica, ma anche dall’ambiente in cui vive e dalle opportunità che gli vengono garantite.

Parlare o leggere in inglese a tuo figlio è per lui una grande opportunità di crescere consapevole che la sua lingua non è l’unica al mondo.

Fidati delle capacità del tuo bambino: così come impara a prendersi cura di se stesso e a essere autonomo, può con facilità imparare una seconda lingua anche se molto piccolo, senza confondersi.

Immagina che il cervello del tuo bambino sia una vasca e che l’inglese sia la goccia che, giorno dopo giorno, riempie la vasca.

Più saprai moltiplicare le opportunità che gli sono offerte di fare nuove scelte, più il tuo piccolo potrà mettere in pratica la libertà e diventarne consapevole.

ASPETTA!

Vuoi iniziare il percorso di bilinguismo con il tuo piccolo, ma non sai da che parte iniziare?

È normale.

Ogni momento prezioso nasconde insidie impreviste.

Ecco perché ho creato per te la guida MAGIC TALES – Come sfruttare il potere delle storie per insegnare l’inglese a tuo figlio: troverai al suo interno 7 consigli che ti eviteranno inutili grattacapi durante i momenti di lettura insieme a tuo figlio.

 

SCARICA LA GUIDA MAGIC TALES

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