Se gli parlo inglese lo confondo?

Uno dei miti da sfatare nell’insegnamento dell’inglese ai bambini è quello della “confusione”.
Molti genitori hanno paura che i loro bambini possano confondersi nell’ascotare due lingue allo stesso tempo.

Una mamma mi scrive:

  • ho una domanda: gli animali e i versi li sta imparando in italiano, non rischia di confondersi?
    Il gallo si chiama rooster o gallo? “Ma come parli mamma? ”  Temo queste reazioni! Tu che ne pensi?

La paura che il bambino possa confondersi se viene esposto a due lingue contemporaneamente è comune a molti genitori ed è una paura lecita per chi vuole il meglio per suo figlio.

Proprio perché si tratta di un argomento attuale e delicato, voglio riportare argomentazioni scientifiche per convincerti che il tuo bambino NON può confondersi ad ascoltare due lingue contemporaneamente.

I bambini molto piccoli sono “thirsty little sponges”, cioè sono piccole spugne assetate.

Jean Piaget, pedagogista ed epistemologo svizzero, diceva che i bambini non imparano come “osservatori”, ma come “scienziati”: sono curiosi e vanno alla scoperta del mondo in modo attivo.

Troppo spesso invece i bambini vengono sottovalutati, il gioco non è semplice attività ludica per il bambino, ma ricerca e scoperta.

Maria Montessori diceva che “il periodo infantile è un periodo di enorme creatività, è una fase della vita in cui la mente del bambino assorbe le caratteristiche dell’ambiente circostante facendole proprie, crescendo per mezzo di esse, in modo naturale e spontaneo, senza dover compiere alcuno sforzo cognitivo“. Il bambino ha una mente assorbente, la sua intelligenza opera inconsciamente assorbendo ogni dato ambientale.

Fatta questa premessa, che ribalta la visione comune che si ha dei bambini, per cui non bisogna giudicare la capacità dei bambini in base all’età e non lasciargli fare qualcosa perché troppo piccoli.

Al contrario, bisogna dimostrare fiducia e lasciargli svolgere i compiti più facili. Ad esempio un bambino di due anni potrà mettere il pane in tavola, mentre quello di quattro portare i piatti. I bambini sono soddisfatti quando hanno dato il massimo di cui sono capaci e non si vedono esclusi dalla possibilità di esercitarsi.

Detto ciò, passiamo al campo linguistico.

Le ricerche affermano che un bambino impara con più facilità una seconda lingua perché “younger children still have the ability to perceive and discriminate between many new sounds, such as those in the second language”, cioè i bambini molto piccoli hanno ancora l’abilità a percepire e distinguere suoni diversi, come quelli di una seconda lingua.
Al contrario, gli adulti dimostrano di avere maggiori problemi ad ascoltare i suoni di  una nuova seconda lingua perché usano i suoni che già possiedono e che hanno usato per anni nella loro prima lingua. “To overcome this tendency to use their existing sound systems, older learners have to reorganize their entire sound systems”, ossia  “per superare questa tendenza ad usare il proprio sistema di suoni già esistente, gli studenti più vecchi devono riorganizzare il loro intero sistema di suoni”.
Questa attività di cambiamento dei suoni, il passare da un sistema di suoni all’altro non è uno scherzo, richiede uno sforzo intenzionale. Mentre i bambini hanno una conformazione celebrale che permette loro di ascoltare e processare i suoni allo stesso modo dei nativi.

Certamente la quantità e l’intensità delle interazioni nella seconda lingua sono un fattore molto importante, per questo è compito del genitore definire una routine di attività in inglese per favorire la ripetizione e la continua esposizione del bambino alla lingua.

Per questo, sarà da subito chiaro tra genitore e figlio che la lingua madre è l’italiano, la lingua delle sue origini e delle sue radici, ma che esiste un’altra lingua, l’inglese, una lingua da scoprire insieme.

La scelta di una mamma italiana, che vive in Italia, di adottare l’inglese come unica lingua per comunicare con il suo bambino, mi sembra una scelta estrema e forzata, soprattutto se questa per la mamma non è la lingua madre. Il bambino deve essere consapevole di quale sia la sua lingua madre, ma deve anche sapere che esistono lingue diverse e l’inglese è una di queste.

Per cui se tuo figlio ti chiede:

  • “Mamma come si dice rooster o gallo?
  • La risposta è semplice: “Rooster is English, gallo è in italiano”.

Ed ora prendi nota ti svelo quali sono le attività che devi ripetere per ottenere che tuo figlio parli DAVVERO inglese:

  • Divertiri ad utilizzare la lingua come parte della vostra routine quotidiana. Come ad esempio cantare una canzone “del mattino”, cioè una canzone in inglese, sempre la stessa per un periodo, e che ripetete insieme ogni mattino, giocare a giochi che riguardano l’alfabeto o contare, indovinelli tipo “how do you say that in English?” cioè come dici quella cosa in inglese?, e avere una parola nuova ogni giorno.
  • Leggi libri in inglese a tuo figlio, ma mantieni questa attività leggera, divertente e veloce. Incoraggia il tuo bambino ad interaggire con il libro e con te. Ad esempio, insieme potete mimare le storie, usare facce buffe, dare uan voce ai personaggi.
  • Cerca altri bambini con cui tuo figlio può interaggire in inglese. I bambini imparano tantissimo gli uni dagli altri, anche bambini più grandi vanno bene perché prenderanno il bambino più grande da esempio (positive big boy role models).
  • Cerca giochi da fare in inglese, incluso giochi da tavolo o le carte che stimolano l’interazione.
  • Usa i craft, cioè i lavoretti manuali, come opportunità per parlare ed interagire in inglese.
  • Cerca personaggi o cartoni divertenti che parlano in inglese.
  • Canta delle canzoni in inglese in macchina

Ultimo ma molto importante: Non focalizzarti sulla perfezione o sulla correzione, piuttosto concentrati su cuò che tuo figlio ha raggiunto.

In questo articolo ti ho dato tanti suggerimenti per poter iniziare l’avventura dell’inglese con tuo figlio, ora sta a te cogliere l’occasione.

Se vuoi saperne di più iscriviti al gruppo di fb di mamma bilingue.

E ricorda: “il monolinguismo è curabile”.

Lilli

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