Voglio essere bilingue: lettera di un bambino appena nato

La lettera che trovi qui sotto è la traduzione dall’inglese di un blog americano che tratta di bilinguismo dal nome Bilingual Mokeyes.

Perché un bambino chiede alla nascita di voler parlare altre lingue oltre alla sua lingua madre?

Quali sono i vantaggi dell’esposizione precoce a diverse lingue?

Non molto tempo fa numerose opere di divulgazione diffondevano l’idea preconcetta che non bisogna parlare ai bambini piccoli due lingue perché si corrono rischi inutili, mentre non c’è nulla da perdere ad aspettare che il bambino abbia imparato a parlare la prima lingua prima di parlargliene un’altra.

Si tratta di un errore grossolano perché, se a livello fisiologico il cervello del bambino è adatto ad assimilare e a riprodurre un secondo sistema linguistico sia all’età di tre o quattro anni sia nel corso dei suoi primi tre anni di vita, è anche vero che la situazione è ben diversa dal punto di vista psicologico.

Infatti un bambino di 3 anni è già, a suo modo, un linguista competente: può dire quasi tutto ciò che vuole esprimere e può comprendere la maggior parte di ciò che si dice intorno a lui nella vita di tutti i giorni.

Se fino a quel momento la madre, il padre e tutte le persone che ha incontrato hanno comunicato con lui in una sola lingua, non avrà nessuna motivazione a impararne una nuova poiché è il bisogno di comunicazione che favorisce l’apprendimento.

Non si corre alcun rischio ad esporre un bambino a due lingue, ma bisogna essere onesti e chiari con il bambino. Se la tua lingua madre è l’italiano è importante che continui a parlare italiano con il tuo bambino.

La lingua madre ha un ruolo troppo importante nella relazione tra madre e figlio per essere messa da parte.

“L’orecchio, organo privilegiato, ci unisce al seno materno. La vita affettiva ha origine intorno alla lingua della madre: il rapporto edipico ha radici nell’udito. Un aspetto molto importante di questo fenomeno è il fatto che non si tratta della prima lingua che il bambino parlerà, ma della prima lingua con cui gli ha parlato la madre, quella che ha creato quel bagno sonoro primitivo fatto di informazioni privilegiate. A questo livello inconscio una madre non può parlare veramente bene che la propria lingua, quella che, a sua volta, le ha parlato la propria madre, quella con cui si identifica”.

Nei miei articoli tratto spesso dell’importanza della lingua madre affermando che nel rinunciarvi si va incontro a tante difficoltà spesso non risolvibili. Se una mamma italiana decide di rinunciare alla sua lingua di origine a favore dell’inglese deve sapere che va incontro alla possibilità che un giorno il suo bambino potrà avere il rifiuto dell’inglese, quella lingua che lo ha privato del rapporto speciale che si crea tra mamma e figlio solo grazie alla lingua madre.

Per questo se vuoi che tuo figlio impari l’inglese devi continuare a parlargli la sua lingua madre introducendo in famiglia una routine quotidiana dedicata all’inglese, una nuova lingua che scoprite e amate insieme.

Ti parlo dei 4 anni vissuti con mio figlio: per noi è sempre stato importante l’inglese, un po per passione, un po per esperienza; avendo vissuto in Inghilterra era per noi fondamentale che anche nostro figlio avesse potuto comunicare con tutti i nostri amici inglesi senza avere difficoltà di comprensione nei  nostri frequenti viaggi in Gran Bretagna, oltre ciò abbiamo sempre ritenuto che l’inglese dovesse essere parlato bene, che fosse scontato conoscere in maniera fluente un’altra lingua oltre alla propria.

Non abbiamo mai avuto paura di esporre nostro figlio all’inglese, non avevamo paura che si confondesse o che il suo linguaggio potesse ritardare, infatti ha iniziato a parlare in un’età che è nella norma, come tutti gli altri bambini, e oltre all’italiano, cresceva anche l’inglese.

Mi ricordo che alla sua visita pediatrica di 6 o 7 mesi, la dottoressa mi chiese se nostro figlio sapesse riprodurre i versi degli animali in italiano, sapeva farlo, ma sia in inglese che in italiano.

L’inglese è cresciuto nel tempo in maniera armonica e tranquilla, nostro figlio non poteva esserne turbato o spaventato perché l’inglese era ed è una passione che condividiamo e che ci permette di fare insieme tante cose.

Solo quando non si ha fiducia nelle proprie possibilità e in quelle del bambino si corrono dei rischi o quando si pretende troppo o si forza la mano. Gioca con tuo figlio in inglese, leggi con tuo figlio in inglese, non pretendere di essere l’insegnante di tuo figlio. Il segreto è avere un atteggiamento accogliente e comprensivo, ma anche avere la sicurezza di fare qualcosa di bello per il suo futuro.

Alcuni bambini nascono nella miseria, altri nell’opulenza, altri ancora sono allevati dai nonni. I nostri sono bilingui. Questo è semplicemente un aspetto del loro ambiente famigliare. Per noi non è una scelta, è un modo di vita.

Quindi, non aver paura di un suo rifiuto, ma fermati e ricomincia il giorno dopo se quel momento non è quello giusto, spiega ciò che fai, di a tuo figlio che leggete in inglese perché è una lingua bella che piace a mamma e papà e che è divertente imparare insieme.

I bambini molto piccoli spesso dicono:

  • No quella non è car, è machina!

Rispondi in questo modo:

  • Certo, quella è macchina in italiano e car in inglese.

Il bambino capirà  che non esiste un solo mondo italiano, ma che esistono vari mondi e si abituerà, o meglio come si dice in gergo, si farà l’orecchio ad una nuova lingua.

In questo percorso di bilinguismo familiare in una famiglia italiana è poi fondamentale creare occasioni per vivere la lingua, come un viaggio all’estero o la frequentazione di persone che conoscono solo l’inglese.

La lingua non è una materia fredda e ripetitiva, una lingua è fatta di vite, tradizioni, cultura; spesso invece le scuole di lingua per bambini sono tutto fumo e niente arrosto, in altre parole nascondono enormi lacune sotto la bella facciata perché l’inglese che propongono è non solo artificiale, ma anche arbitrario, frustrante e fonte di blocchi interiori.

Attento a considerare l’apprendimento della lingua inglese come una moda, l’effetto della novità è di breve durata, ben presto il bambino comincia a chiedersi a che serve quel linguaggio incomprensibile che non si sente da nessun’altra parte e la sua impazienza rischia di trasformarsi in ostinato rifiuto.

L’abitudine e il bisogno, se sono stabili fin dalla nascita, non possono essere sradicati.

Ora ti lascio alla lettura della lettera scritta da un bambino appena nato…

Carissimi mamma e papà,

Eccomi qui! Il vostro nuovo bambino! Sono carino, vero?
So che siete sorpresi di vedere questa lettera. Non vi aspettavate che arrivassi con una consegna speciale, vero? Ma avevo un sacco di tempo nella pancia di mamma. Insomma, era caldo e accogliente là, e il servizio in camera era fantastico, ma era un pò noioso ad essere onesti. Solo crescere crescere, giorno dopo giorno. Raccomando la TV via cavo per il prossimo bambino.

Non c’era niente da vedere. Non ho trovato finestre e ho avuto problemi a sbirciare dall’ombelico di mamma. Per dire la verità, mi sono preoccupato. Non sapevo cosa aspettarmi e avevo paura di dover precipitare in un serbatoio di squali o qualcosa del genere.
Ma devo dire che il mondo sembra un luogo abbastanza bello. E voi ragazzi … beh, sembrate abbastanza carini, credo.

Vi state chiedendo perché ho scritto questa lettera, eh? Beh, in realtà, ho un favore importante da chiedere. Il problema è che non posso ancora parlare. Posso urlare, ma non credo che urlare possa essere un modo educato di chiedere un favore. Probabilmente non ascoltereste nemmeno – basta una biberon di latte in bocca!!
Non sarò adolescente per anni, e abbiamo già problemi a comunicare!
Così ho deciso di scrivere questa lettera.
Ragazzi, ecco cosa voglio: voglio essere bilingue. (E voglio anche un cucciolo, ma parliamo di questo in seguito.)

Vedete, essere bilingue potrebbe essere importante per me, credo. Sento dire che rende più forte il cervello. Forse non so realmente che cosa sia un cervello, ma sono certo che averne uno buono e forte non può far male, giusto?

E essere bilingue potrebbe essere importante anche per il mio futuro. Potrei avere la possibilità di farmi più amici e di ottenere un buon lavoro. Dopo che avrete speso tutti i vostri soldi per me, potrò aiutarvi quando sarete vecchi e poveri.

Inoltre, non sono sicuro se potete parlare due lingue diverse o cosa, ma se potete, vorrei imparare entrambe.

Il problema è che non posso diventare bilingue da solo. Vorrei, se potessi, mi cambierei anche i pannolini da solo se fosse possibile, senza dover aspettare che vi accorgiate voi che io sono bagnato.

Cosa potete fare per aiutarmi ad essere bilingue?

Beh, prima di tutto, parlatemi molto in entrambe le lingue. Non tappate le mie orecchie. Ho bisogno anche del riposino, ma più mi parlate, più sarò in grado di parlare con voi, quando sarò pronto.

Inoltre, leggetemi ogni giorno, anno dopo anno. Se mi leggete in entrambe le lingue, veramente mi aiuterà. Imparerò entrambe le lingue, e imparerò anche a leggere più facilmente. E se leggeremo insieme amerò i libri.

Poi, fate tutto quello che è nelle vostre possibilità per sostenere la lingua che non uso spesso. Anche se mi lamento di questa roba, continuate a provare. Quando sarò cresciuto e bilingue, sarò davvero contento di ciò che avete fatto, perché avete fatto del vostro meglio. Se rinunciate, lo rimpiangeremo.

Ragazzi, grazie per l’ascolto. Sono felice che siamo insieme ora. So che qualche volta sarà difficile, ma sono entusiasta del futuro. E soprattutto, ricordiamoci di amarci l’un l’altro, giorno e notte, come non ci fosse un domani.

Con affetto,

Il tuo neonato

Se hai trovato interessante questo articolo condividilo o scrivi un commento per dire la tua. Ricorda di entrare a far parte della club dei genitori bilingui grazie al gruppo di facebook di Mamma Bilingue

Stay tuned.

Lilli

Facebook Comments

Leave a Comment

Privacy Policy Cookie Policy Termini e Condizioni